TPRS-Italia


Teaching Proficiency through Reading and Storytelling

Storytelling nelle classi di lingue straniere

Storytelling nelle classi di lingue straniere - novembre 2007


l’istruzione interattiva, diversificata e personalizzata con Storytelling per le classi di la lingua straniera.

Seminario presentato da Piedad Gutiérrez al Convegno NJEA
Atlantic City, New Jersey il 9 novembre 2007.

Articolo tradotto in Italiano da Robertha Huitema.

 
introduzione
Storytelling (raccontare delle storie) è uno strumento potente per l'insegnamento delle lingue straniere. Dopo che l' insegnante ha presentato il vocabolario e le strutture grammaticali della lingua d’arrivo, perché non raccontare e chiedere una storia, che contiene il vocabolario e le strutture e così motivare gli studenti a riflettere e a partecipare attivamente in classe invece di chiedere agli studenti di memorizzare le parole e praticare la coniugazione dei verbi?

 
Storytelling può essere utilizzato a tutti i livelli e a tutte le età. Dai bambini della scuola materna agli anziani, dai principianti agli avanzati. Gli studenti dovranno rispondere alle aspettative dell'insegnante e comportarsi secondo la formazione che l'insegnante dà. Se si riesce a far loro memorizzare un elenco infinito di parole e di fare esercizi di coniugazione, è possibile anche insegnare loro ad ascoltare voi ed a rispondere alle vostre domande!

 
modellazione Storytelling

Come si usa Storytelling in una lingua che gli studenti stanno imparando?
Solo componendo una mini-storia e utilizzando dei burattini o invitando uno o alcuni studenti di essere gli attori o i burattini.

 
Presentare il vocabolario d’arrivo per la lezione .... Ah! In Storytelling non si può insegnare una lunga lista di parole; si insegna due o tre espressioni o strutture, il che significa che si insegna due o tre frasi complete. In questa storia il vocabolario è molto semplice ed elementare: cammina, vola, è triste, non ha. Si può scrivere una storia scheletro di base o si può solo iniziare e lasciare che gli studenti fanno l’autore della storia.

Esempio di una storia scheletro:

C'è un drago.

Il drago vola.

Il drago è triste.

Il drago non ha amici.

 
Prendi un burattino, come un bel drago, e chiedere la prima ovvia domanda: C'è un drago? (nota del traduttrice: dovunque uso gli esempi in italiano, si deve usare la lingua d’arrivo) e attendere la risposta: Sì, c'è un drago. Riciclare il vocabolario il più possibile descrivendo l'animale. (colore, dimensioni, ecc.)

Poi introdurre la prima espressione o struttura nella lingua d’arrivo: Il drago vola. Poi fare una domanda che presenta un contrasto : Il drago cammina? E attendere la risposta: No, poi dire la frase intera: No, il drago non cammina. Poi, chiedere la struttura: Il drago vola? E attendere la risposta: , allora dire le due frasi complete : Sì, il drago vola, il drago non cammina.

Il vostro scopo è quello di raccontare la storia, mentre ripetete tutte le volte che potete le strutture d’arrivo. Arrivate a tale scopo, facendo domande per abbellire il fatto (la struttura) con dettagli. Questo processo di fare domande si fa per tenere interessati gli studenti e permetterà che il processo è totalmente interattivo. Ascoltate gli studenti e utilizzate le loro risposte per ottenere tutti i dettagli sulle strutture. Gli studenti non solo stanno ascoltando la lingua d’arrivo, ma  stanno anche pensando in tale al fine di dare le risposte. Così stanno anche parlando nella lingua d’arrivo.

Poi chiedete tutte le domande che vi vengono in mente, come il drago vola di notte? E continuate con la risposta che vi piace. Il drago vola veloce?, ecc.

Poi ponete una domanda per legare la prima struttura alla prossima: Il drago vola con amici? E si deve selezionare la risposta: No, il drago vola da solo. Ora è possibile spostare al fatto che il drago non ha amici.

La serie di domande iniziali si fa per permettere di ripetere la struttura, dunque chiedete se qualcun altro non ha amici, poi stabilite che è il drago che non ha amici, non qualcun altro. Poi chiedete una cosa diversa dagli amici che il drago non ha, p.e. Il drago non ha soldi? In seguito chiedete se il drago non ha o non gli piacciono gli amici. Poi si fa domande utilizzando tutti i possibili pronomi interrogativi: quando, dove, come, perché, ecc.

Dopo andate alla prossimo struttura: Il drago è felice? E attendere la risposta: No, il drago non è felice. Quindi ... chiedete se il drago è triste. Qui il processo di fare domande si ripete per poi passate alla soluzione: Il drago vede un panda.

Il drago dice: "Ciao ! Qual è il tuo nome?"

Il panda dice: "Il mio nome è Panda".

Il drago dice: "Il mio nome è Drago."

"Piacere di conoscerti", dice il drago.

"Piacere di conoscerti", dice il panda.


Ora il drago è felice, il drago ha un amico.

Nello stesso modo in cui tenete i più giovani allievi ipnotizzati con un grande drago verde, è possibile mantenere gli adolescenti (gli studenti delle scuole medie e superiori) attenti a qualcosa che interessa a loro. Selezionate uno o due studenti e create i personaggi. È necessario iniziare una storia con la creazione di un carattere credibile anche se non necessariamente un carattere reale. Dopo aver creato con i vostri studenti il personaggio, procedete a stabilire l'ambientazione introducendo la prima struttura: Lei non era mai stata sposata. Poi chiedete se lei vorrebbe sposarsi, con chi, quando, dove, a che ora, ecc.

Usando le risposte del personaggio e ripetendole in forma di domanda alla classe, l'insegnante è in grado di dire la struttura in diverse persone grammaticali. L'insegnante chiede in seconda persona al personaggio: ti sei sposato/a? E allora può dire alla classe in terza persona: lui/lei è o non è  sposato/a. Poi continuate avanti e indietro dalla seconda alla terza persona,  anche sottolineando le risposte del personaggio stesso e/o le risposte dell'insegnante per far notare agli studenti le forme in prima persona.

Quando l'ambientazione è stabilita e la prima struttura è esaurita, l'insegnante sposta al problema. Oh no ! C'è un problema serio! E chiedere alla classe quale sia il problema. Gli studenti potranno dare risposte da cui scegliete quella migliore, più divertente, più appropriata, più ridicola, ecc. Poi sta a voi e alla classe se risolvere il problema oppure no. Non tutte le storie devono finire con un fine lieto. Di tanto in tanto non ce n’è nemmeno un fine.

Spiegazione su come raccontare e chiedere la storia

È possibile fare una storia di quasi tutto e si potrebbe mantenere gli studenti attivi durante l'ascolto di tante volte la stessa struttura. Basta ricordarsi di utilizzare tutte le abilità di buon insegnamento: non forzare qualsiasi studente di rispondere; trovare il modo di produrre o selezionare la risposta che si desidera; riconoscere le risposte silenziose o deboli; identificare gli allievi barometri (quelli che eseguono in modo basso, lento o debole) e di aiutarli; insegnare agli occhi; insegnare agli studenti non il libro; rallentare quando è necessario; ecc.

Didattica interattiva , diversificata e personalizzata

Le aspettative che si hanno degli insegnanti negli ultimi decenni sono enormi. Dalla tassonomia di Bloom che ci invita ad andare ai più alti livelli di analisi, piuttosto che stare ad elencare e classificare i fatti o le parole, ai più recenti argomenti di workshop in sito su istruzione diversificata, ecc.

Alcune delle principali teorie dell'apprendimento e dell'insegnamento presentati agli insegnanti negli ultimi due decenni sono stati:

  • tassonomia di Bloom
  • intelligenze multiple
  • aula centro studentesco
  • didattica interattiva
  • istruzione diversificate
  • pensare razionalmente e criticamente

Gli amministratori lanciano agli insegnanti tutte queste teorie secondo la tendenza più recente, ma non rimuovono quelli precedenti. Vogliono che noi -gli insegnanti- studiamo tutte queste teorie e che continuiamo ad imparare sempre di più sui nostri argomenti e su come insegnare. Proprio di recente l’idea "No Child Left Behind" (nessun allievo rimane indietro) è venuta con il "Nessun insegnante lasciata intatta." Come possiamo rispondere alle esigenze di tutti in una sola aula, per 43 minuti al giorno, quando i libri di testo non sono cambiate e i curricula sono rimasti gli stessi per anni e anni?

Forse la risposta si trova in questi nuovi metodi che vengono creati dagli insegnanti in base alla loro esperienza in aula, come p.e. Storytelling che è stato sviluppato da Blaine Ray.

Storytelling è interattivo. L'insegnante dà un’affermazione, e poi chiede e chiede domande per la conferma e per i dettagli. Gli studenti sono partecipanti attivi nella costruzione della storia. Gli studenti non sono ascoltatori passivi.

Storytelling è variato. L'insegnante pone domande a diversi livelli. Risposte semplici (sì o no), per coloro che stanno all'istruzione di base; domande o - oppure, per coloro che possono incorporare un po' più di lessico; e domande aperte per gli studenti che hanno la capacità di rispondere con il vocabolario già acquisito.

Storytelling è personalizzato. La ripetizione iniziale del nuovo vocabolario include sempre delle domande che invitano gli studenti a condividere le loro esperienze personali. La maggior parte del tempo, le storie si arricchiscono con una storia parallela su uno degli studenti nell'aula. La storia parallela permette più ripetizioni e inoltre permette un rapporto più completo tra lo studente e gli insegnanti e lo studente e i compagni di classe.

Nel Storytelling il focus è sempre sugli studenti e meno sul curriculum o sul testo.

Come progettare il proprio piano di narrazione

  1. Selezionare la struttura principale e il vocabolario complementare per la lezione
  2. Introdurre il nuovo vocabolario, tradurlo, e parlare con gli studenti utilizzando il vocabolario
  3.  Inventare una breve storia usando il vocabolario
  4. La storia può essere basata sui dati che già si conosce di uno degli studenti o di qualcun altro
  5. Creare una storia parallela in cui il protagonista è uno studente
  6. Confrontare le situazioni tra la storia originale e lo studente
  7. Per una descrizione completa del metodo TPRS leggete l'Introduzione al metodo TPRS.

Ci sono molte mappe di storia utili per sviluppare storie originali. Ho scoperto che i miei quattro passi funzionano molto bene a tutti i livelli.

Racconti in quattro fasi:

  • 1.     Inventare un personaggio
  • 2.     Creare un ambientazione
  • 3.     Presentare un problema
  • 4.     Venire con una soluzione, o no!


Valutazione e feedback

Al workshop del 9 novembre 2007 hanno partecipato circa 150 insegnanti ed è stato accolto molto bene. Oltre il 70% degli insegnanti ritiene che il laboratorio aveva influenzato il loro modo di insegnare.

Vorrei condividere questi due commenti generosi:

"Pia ... tu sei il più grande!"

 Michael Feder, professore e consigliere a Bergen Community College.

 "Storytelling ... il meglio del convegno!"

Jose Fernandez, docente Readington, NJ